Thursday, December 22, 2005

La musica classica nell’ heavy metal

Che cosa hanno in comune l’ heavy metal e la musica classica? Apparentemente niente. E invece se si guarda più a fondo ci accorgiamo che molti elementi del metal sono ripresi dalla musica classica. Quali sono questi elementi? Boh, scopriteli voi! Se li indovinate vi regaliamo un peluche di Piero Angela, e magari per i più volenterosi ci sarà anche Albertino…Scherzavamo! Si vede che stiamo proprio male…La parola chiave è “complessità”, nel senso che nel metal possiamo ritrovare un livello di elaborazione musicale abbastanza vicino a quello della musica classica, o perlomeno più sviluppato rispetto a molti altri generi della leggera (come il pop). Il caso più evidente è quello che riguarda la struttura del brano: nelle composizioni antiche riscontriamo quasi sempre degli stilemi che si rifanno ad un sistema prestabilito di costruire il brano, e che prevedono una certa successione di elementi, ad esempio un tema, una variazione e una ripresa del tema iniziale. Ora, se ci fate caso, anche nell’ heavy matal succede spesso qualcosa del genere in pezzi talmente elaborati che talvolta possono durare anche venti minuti. Ma bando ai discorsi teorici, esaminiamo un brano dei Rhapsody: “Gargoyles, angel of darkness”. Se per comodità chiamiamo i vari temi con delle lettere, analizzandone i primi dieci minuti identifichiamo questo schema:

- A (un’ introduzione con la chitarra che ricorda molto lo stile di Isaac Albeniz);
- B;
- ripresa di A con variazioni;
- ripresa di B con variazioni;
- C (caratterizzato da un ritmo che è quasi uguale a quello del “Bolero” di Ravel);
- un' altra variazione del tema B;
- ed infine di nuovo C ( in sintesi: A-B-A-B-C-B-C).

In realtà però questa è solo una schematizzazione, e come tale ho preferito semplificarla anche per non ingarbugliare troppo il discorso. Ma non finisce qui: avete notato che spesso insieme all’ organico della band (chitarre, batteria, etc.) si aggiungono anche il coro o strumenti come il clavicembalo, il flauto, gli archi, l’ organo e i timpani? Questi elementi provengono dalla musica classica, in particolare il coro e l’ organo dalla musica sacra, clavicembalo, flauto, archi e timpano da quella da camera o orchestrale. Non a caso capita di sentire spesso delle vere e proprie orchestrazioni come quella di “The dark secret” sempre dei Rhapsody. Infine chi conosce la musica antica si accorge di sicuro che alcuni spunti compositivi sono evidentemente ispirati a brani classici, come ad esempio i Carmina Burana, alcuni stilemi della musica barocca ( in particolare Bach), etc. Ma se si guarda meglio, il discorso si può rovesciare in un altro modo: l’ heavy metal ha mantenuto quella logica negli schemi melodici che già preesisteva nella musica antica, mentre il pop (come tutta la musica commerciale) tende a distruggerla. Quest’ ultimo genere infatti è degenerato troppo in quanto il suo obiettivo è colpire al primo ascolto per poi essere dimenticato immediatamente. Tale esigenza ha cioè piegato la composizione dei pezzi ad una logica consumistica che ne mina il valore artistico, poiché viene così a mancare la consistenza del progetto musicale che dovrebbe costruire il brano dalle fondamenta fino al tetto: il risultato di questo processo è sempre un tipo di musica svuotata di ogni interesse e ridotta ad un puro sottofondo che non deve attirare troppo l’ attenzione di chi ascolta. Ovviamente questo non vuol dire che non ci siano delle eccezioni in cui tale degenerazione artistica viene compensata da una certa originalità di stile che rende il brano più interessante: è anche vero però che spesso questo elemento originale si presenta nel testo della canzone, mentre piuttosto raramente è riscontrabile nella musica. Infine ci tengo a puntualizzare una cosa: finora ho sempre usato i termini “musica classica” e “musica leggera” solo per maggior chiarezza. Ma in realtà, se per “musica classica” intendiamo tutta quella composta fino agli anni ’50 e per “leggera” tutta quella che viene dopo, tali definizioni divengono improprie, perché per esempio anche le canzoni “Bella ciao”, “Wish you were here”, “Piccolo grande amore”, o “The show must go on” sono da considerarsi dei classici nel loro genere. Inoltre io sinceramente avrei qualche riserva a definire l’ heavy metal “musica leggera” a causa della sua stessa natura caratterizzata da “sonorità violente con l’ esaltazione delle frequenze più alte della chitarra, spesso alternate a intermezzi cupi e martellanti” (Devoto-Oli, ed. 2000-2001): in tal senso forse risulta molto più “leggero” un concerto di Vivaldi. Non lo credete anche voi? Ne segue dunque che forse conviene parlare piuttosto di “musica antica” e “musica moderna” (o “contemporanea”). Ad alcuni tutti questi discorsi potrebbero ragionevolmente sembrare un castello di carte, ma a noi non piace concepire la musica a blocchi separati: vabè, ognuno ha da fare i conti con le sue disgrazie!

Michele Nobler e Carlotta Venneri

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